IlIl trionfo sulla Streif di Kitzbühel non è solo una vittoria statistica. Per lo sci azzurro, il successo di Giovanni Franzoni nella discesa più iconica e pericolosa del mondo rappresenta la fine di un lungo digiuno e, soprattutto, la chiusura di un cerchio personale iniziato con un dramma sportivo.
Dal calvario di Wengen al tetto del mondo
Esattamente tre anni fa, nel gennaio 2023, la carriera del talento bresciano sembrava aver subito un colpo d’arresto definitivo. Un terribile infortunio nel Super-G di Wengen (lesione dei tendini femorali) lo aveva costretto a un lunghissimo stop e a una riabilitazione complessa.
Tornare a vincere proprio in questa stagione 2025/2026, prima con il Super-G di Wengen lo scorso 16 gennaio e ora con la consacrazione nella discesa di Kitzbühel, dimostra una tenuta mentale fuori dal comune. Franzoni è diventato il quarto azzurro della storia a domare la Streif, iscrivendo il suo nome accanto a leggende come Kristian Ghedina, Dominik Paris e Peter Fill.
Curiosità: cos’è la “Mausefalle” che Franzoni ha sfidato?
Per capire la portata dell’impresa, bisogna guardare i numeri della pista. La Streif non è una discesa comune:
- Pendenza massima: 85% nel tratto della Mausefalle (trappola per topi).
- Salti: Gli atleti volano per oltre 80 metri appena dopo la partenza.
- Velocità: Si sfiorano i 145 km/h nel tratto finale.
Vincere qui a soli 24 anni, battendo un fuoriclasse come Marco Odermatt per soli 7 centesimi, significa essere entrati ufficialmente nell’élite mondiale della velocità.
Perché è importante per il futuro azzurro
Il “ruggito” di Franzoni è la notizia che l’Italia aspettava per diversi motivi:
- Eredità di Dominik Paris: Con i veterani vicini a fine carriera, l’Italia ha finalmente trovato l’erede designato per le discipline veloci.
- Polivalenza: Franzoni nasce come gigantista (oro mondiale junior), ma la sua evoluzione in discesista puro lo rende l’atleta più completo della nuova generazione.
- Ottica Olimpica: In vista dei prossimi grandi appuntamenti internazionali, avere un atleta capace di vincere nelle “cattedrali” dello sci (Wengen e Kitzbühel) nello stesso mese garantisce una solidità tecnica e psicologica che all’Italsci maschile mancava da tempo.
Il dato statistico e il cuore
Con questa vittoria, Franzoni scala le classifiche di specialità: ora è stabilmente nei piani alti sia della classifica di Discesa che di Super-G, confermando che il podio ottenuto in Val Gardena a dicembre non era un caso, ma il preludio a un gennaio da leggenda.
Oltre alla magnifica vittoria, il ricordo che Giovanni ha dedicato al suo amico e compagno di camera ha toccato i cuori di tutti i tifosi e non. Un motivo in più per credere fermamente nella crescita, umana e sportiva, di questo grande atleta.
